RIDURRE I RISCHI DI INCENDIO BOSCHIVO


Ridurre il rischio durante le attività ricreative
Purtroppo un elevato numero di incendi si sviluppa a causa dell'imperizia di turisti e gitanti che usano il fuoco senza osservare le necessarie norme di sicurezza. Molte decine d'incendi potrebbero essere evitate se chi svolge attività ricreative osservasse le elementari regole di seguito indicate:

1- Non gettiamo fiammiferi accesi o cicche dal finestrino, ma usiamo l'apposito posacenere collocato sia nelle automobili che nei treni. In questo modo non solo eviteremo di provocare incendi, ma rispetteremo anche la legge, che punisce con sanzioni amministrative e penali i trasgressori.

2- Non accendiamo fuochi nel "periodo di grave pericolosità", definito annualmente dal Presidente della Regione in relazione all'andamento stagionale (parti incandescenti potrebbero arrivare fino al bosco e provocare un incendio).

3 - Prima di allontanarci ci accertiamo che il fuoco sia completamente spento tastando prudentemente l e ceneri a mani nude.

4 - Non fumiamo in bosco nei periodi più siccitosi (chegeneralmente coicidono col "periodo digrave pericolosità"),poiché è pericoloso e vietato dalla legge che punisce i trasgressori.

5- Facendo pic-nic o campeggio si abbia l'accortezza di accendere il fuoco negli appositi spazi attrezzati per il barbecue o ad almeno 100 m di distanza dal bosco (200 m in periodi più siccitosi).

6- E' buona norma non parcheggiare le auto dove c'è erba alta, poiché c'è il rischio che i vegetali a contatto con la marmitta catalitica (che raggiunge temperature piuttosto alte!) si possano incendiare.


Ridurre il rischio durante le attività agricole
Sin dalle origini dell'agricoltura il fuoco è stato utilizzato come strumento utile e funzionale a certe pratiche di coltivazione. Anticamente anche da noi, così come avviene oggi in alcune aree ad agricoltura itinerante nelle zone tropicali della Terra, si usava incendiare il bosco per far posto ai campi.
In epoche più recenti il fuoco è stato impiegato per ripulire le scarpate da rovi ed "erbacce", per eliminare le ramaglie derivanti dalle potature delle piante da frutto, per bruciare le "stoppie" nei campi di grano e per molte altre attività.
Purtroppo dopo il periodo di spopolamento delle campagne dovuto al boom economico degli anni ‘50 e ‘60, sono progressivamente scomparsi gli agricoltori esperti nell'uso del fuoco ed è invece aumentato il numero di coloro che, più inesperti in tali pratiche, si dedicano alla campagna nel tempo libero. Tale fenomeno ha portato ad un aumento degli incendi di origine colposa (provocati involontariamente, ma con colpa), semplicemente perché non si tiene conto di elementari norme di sicurezza e di buonsenso.
In agricoltura si riduconoi rischi d' incendio se…
1 - Si rispettano le distanze di sicurezza dai boschi quando si accendono fuochi (50 m nel periodo che va dal 1° marzo al 31 ottobre).

2 - Non si bruciano stoppie o cascami delle potature nei periodi in cui è vietato. Tali periodi, detti di "grave pericolosità" definiti dalla Regione di anno in anno, variano a seconda dell'andamento stagionale.

3 - Non si accendono fuochi quando tira vento, per evitare che parti incandescenti siano portate a grande distanza.

4 - Si bruciano stoppie e vari residui vegetali facendo attenzione di circoscrivere ed isolare l'area da bruciare attraverso fasce arate più larghe di 3 metri.


Ridurre il rischio durante le attività forestali
Le attività forestali e le infrastrutture presenti nelle aree boscate (es. strade, piazzole, elettrodotti …) possono contribuire a facilitare la lotta e, poiché interrompono la continuità orizzontale del combustibile, riducono la superficie attaccabile dal fuoco e, soprattutto, facilitano l'accesso delle squadre antincendio, rendendo più rapidi e tempestivi i loro interventi Con appositi interventi selvicolturaliè possibile ottenere delle interruzioni nella continuità orizzontale e/o verticale del combustibile vegetale.Tali interruzioni, simili a quelle indicate dalla freccia, sono dette "fasce tagliafuoco" . Si realizzano fasce tagliafuoco in presenza di boschi estesi e privi di sufficienti interruzioni nella continuità del combustibile. In Umbria, con la stessa funzione delle "fasce tagliafuoco", vengono realizzate delle interruzioni alla continuità orizzontale e verticale del combustibile attraverso fasce, larghe da qualche metro ad alcune decine di metri, che vengono mantenute prive di vegetazione e che sono denominate "viali tagliafuoco". L'eliminazione di erbe ed arbusti ai lati delle stradeforestali consente di accrescere l'effetto di interruzione del combustibile vegetale causato dalla strada e riduce il rischio d'incendio nel caso di cicche di sigaretta o fiammiferi gettati dal finestrino.

Per evitare che l'incendio si propaghi alle chiome a partire dallo strato arbustivo ed erbaceo è consigliabile eliminare quest'ultimo lungo linee strategicamente adatte in modo da creare un'interruzione nella continuità verticale del combustibile.

Talvolta per eliminare la continuità verticale del combustibile si possono potare i rami più bassi degli alberi che si trovano al margine del bosco.