UN'ANTICA LEGGENDA
Cenni storici su San Bartolomeo
ROSE A NATALE
rosa       Appena fuori del paese c'è la chiesina di San Bartolomeo, isolata, in aperta campagna.

Non si vede altro che neve.

E' Natale.

Le funzioni sono terminate e i fedeli, svelti svelti, sono usciti dalla chiesa per andare a rinchiudersi nelle tiepide stalle o nelle cucine intorno ai camini.

      Nella chiesa deserta è rimasta solo lei: Lucia, una bionda giovinetta. In quel gran silenzio con le braccia chiuse sul petto Lucia prega davanti alla statuetta di Gesù Bambino.

      -Gesù Bambino onnipotente e buono, aiutami Tu!

      Fissa con gli occhi fervidi la bella statuina di Gesù Bambino che splende in mezzo a tante candele, e a fior di labbra, più e più volte, ripete:

      -Gesù Bambino onnipotente e buono aiutami!

      Lucia è la bella figlia di ser Giovanni da Grumello, la fanciulla più amata e desiderata di tutto il paese, ricca, leggiadra e buona. Tutti i giovanotti di Mapello la vorrebbero sposare.

      Ma Lucia ha deciso che non si sposerà poichè ella si è già promessa al Signore Dio che l'ha chiamata: ha deciso che si farà suora. E nella sua decisione è ferma e irremovibile.

       Ma anche ser Giovanni suo padre, è irremovibile. Non le darà mai il permesso di rinchiudersi in convento, anzi l'ha già promessa in sposa ad un mercante di lana, il giovane Carlengo che, fra sette giorni, il primo dell'anno se la sposerà.

-La povera fanciulla prega davanti alla statuina di Gesù Bambino che le sorride dall'altare in mezzo a tante candele:

      -Bambino Gesù onnipotente e buono aiutami tu.

      Fuori, da più giorni continua a nevicare. La neve si ammucchia su altra neve. Non c'è stato mai un inverno così rigido.

       Quella mattina Ser Giovanni Da Grumello si era recato alla messa di Natale insieme con la moglie e la sua unica figlia. A fatica camminando in una campagna tutta coperta di neve aveva raggiunto la chiesetta, e fermandosi davanti alla porta, dove tra tanto bianco, spiccavano i rametti spogli di una rosa, aveva detto:

      -Li vedi Lucia quei rametti? Se prima di sera essi saranno fioriti, ti lascerò seguire il tuo desiderio perchè avrò capito che è la volontà del Signore.

      -Gesù Bambino onnipotente e buono, aiutami.

      Ed ecco una gran luce si leva dal centro dell'altare come se le candele si fossero ad un tratto moltiplicate, una musica dolcissima si spande per l'aria. E' un concerto di tante e tante campane, non si capisce da dove proviene perchè il campanile della chiesina di San Bartolomeo non ha che un'unica campanella. Poi musica e luce si accrescono a poco a poco sempre di più e fino a giungere nelle case d'intorno e in tutto il paese.

       La gente, stupefatta, accorre.

      -Che c'è? Che c'è?

Vorrebbero entrare a nella chiesa, ma la porta è chiusa da un groviglio di rami in fiore: cespi di rose bianche, profumatissime.

      -Oh, prodigio!

L'uscio della chiesetta si spalanca e appare Lucia più bella e più radiosa di sempre, che pare l'immagine della Madonna in gloria. Sorride ed è felice. Quel giorno stesso ella andrà a battere alla porta del convento delle Eremite di Rosate.

La sua preghiera è stata ascoltata.



Questa leggenda si trova nelle:
- Effemeridi di Padre Donato Calvi anno 1675
- Leggende bergamasche di Aldo Novi anno 1968
- Leggende bergamasche di Carlo Traini anno 1979


Donato Calvi parla di una pianta di pruno, pianta sempre della famiglia delle rosacee. Il prugno spinoso o prugnolo è un arbusto rustico che si adatta a terreni poveri e sassosi, lo si può trovare lungo le strade, negli incolti e al limitare dei boschi. Cresce comunemente nei boschi cedui e nei cespuglieti aridi della media montagna, oppure si rinviene in siepi naturali.

Il fatto può essere plausibile perchè il terreno descritto è proprio quello che troviamo all'esterno della chiesetta e il microclima forse creato dal muro poteva essere un motivo sufficiente per anticipare la fioritura.

Una biodiversità troppo presto scomparsa?

Donato Calvi ha tratto lo spunto da una comunicazione fattagli dal Parroco di Mapello don Alborghetti