SANTUARIO DI PRADA
La Caravaggio dell'Isola, ai piedi del monte Canto
Cenni storici
Il santuario di Prada a Mapello
Un antico santuario mariano ricco di storia





E' preceduto da un viale alberato di oltre 70 frondosi tigli. In piena vegetazione essi formano un ombreggiato e fresco tunnel.
E' ituato nel verde dell'aperta campagna ai piedi del Monte Falò appartenenente alla più ampia collina del Monte Canto. La visuale spazia sull'Albenza, sui Colli di Bergamo e sulla cerchia delle Prealpi Orobiche

Questo tempio mariano è raggiungibile percorrendo il viale lungo 500 metri. Sia pure in proporzione minore, il santuario della Madonna di Prada può essere considerato la Caravaggio dell'Isola, per essere il santuario immerso nel verde dei prati e della campagna e per la maestosità dei tigli diventati ormai centenari ed imponenti.

Già nel 1660, come scrive il parroco don Carlo Alborghetti, "il recarsi a questa chiesa serviva ai Mapellesi come divoto esercizio e come dilettevole ricreazione e piacevole camminata nell'aperta campagna."

La posizione del Santuario è spesso punto di partenza per camminate sui sentieri del Monte Canto, per raggiungere il paese di Sotto il Monte G.XXIII, la frazione di Fontanella sede di una chiesa benedettina

Secondo alcune note del tempo, un primo oratorio mariano venne edificato probabilmente già nel XIV secolo, per poi essere completamente ricostruito sul finire del 400, come ebbe a scrivere lo storico padre Donato Calvi nelle sue “Effemeridi…”
(1676): ”4 settembre 1488: la Chiesa di S. Maria di Prada fuori di Mapello, hoggi con le limosine dei fedeli fù nella fabrica terminata (...). E’ Chiesa tutta dipinta dalla pietà, & voti de Cristiani”.

Le tradizioni


“S’ha per traditione che da gl’occhi d’un Imagine [un affresco] della Vergine posta al lato sinistro dentro alla portella laterale scaturisse acqua in forma di lagrime, che raccolta in un vaso che a quest’effetto si poneva sotto, serviva di singolar rimedio a morbi, & infirmità, cessato poi il prodigio per la temerità d’uno, che lavò in dett’acqua un suo cane infermo”.

Secondo la tradizione popolare invece, il santuario sarebbe stato innalzato dove la vergine apparve ad una fanciulla, lasciando come segno una sorgente di acqua limpida e prodigiosa. Numerosi furono gli ammalti che accorsero alla fonte ottendendo la grazia della guarigione. Purtroppo quegli straordinari eventi cessarono quando una popolana osò lavare il suo cane malato con quell'acqua benedetta.

Le due tradizioni hanno un finale comune

Un crollo provvidenziale

Nei primi decenni del 1700 venne deciso di murare la nicchia contenente il prodigioso affresco della Madonna. Poco prima che il volto della Madonna venisse completamente ricoperto dal muro in costruzione, l'impalcatura realizzata dagli operai crollò rovinosamente. L'incidente fu interpretato come segno celeste: la costruzione del muro fu sospesa, l'affresco tornò adessere motivo di venerazione per i Mapellesi.