LE PIETRE DI MAPELLO
Le cave
 cava irriconoscibile cava

In una ricerca storica leggiamo:
Secondo il capitolato d'appalto, il ponte -(sul Brembo a Ponte S.Pietro - 1836)- si sarebbe dovuto aprire al traffico entro il settembre 1836.

Ma già a principio di maggio i costruttori avevano chiesto una proroga di tre mesi. D'altra parte le condizioni fissate esigevano che tutte le pietre dovessero venire dalla cava di Pratolongo: i costruttori, invece, chiedevano che si potesse cavare materiale anche dalle cave di Mapello e Volpera, altrimenti il ponte l'avrebbero finito... i loro nipoti


L'elenco delle cave la abbiamo desunto dagli atti dell'esposizione bergamasca anno 1870:

Stand n.22 Cava di Mapello
E’ assai abbondante e di qualità pregiata. Questa roccia risulta di tre varietà in commercio.
a) Varietà detta sana,molto compatta.
b) Varietà denominata Berettì, la quale ha in parte subito l’azione meteorica
c) Varietà detta mattone meno compatta delle altre di colore giallastro; forma la parte esterna degli strati ed ha subito più delle precedenti una degradazione. L’arenaria di Mapello all’infuori del Mattone viene impiegata per le costruzioni architettoniche, colonne, balaustre, stipiti, così pure per formare lastrichi, vasche da filande e da officine ecc.


Stand n.18 Cava di Sotto il Monte
E' molto antica e proficua; questa roccia dà ottima pietra da macina, attesa la sua compattezza, e la prevalenza di elementi silicei; serve a macinare anche i calcari cotti da cemento

Stand n.20 Cava di Volpera
Roccia a grana minuta, molto quarzosa ed uniforme.

Stand n.25 Cava di Volpera
Roccia grana minuta molto quarzosa e uniforme.
Si appella fregarolo, perchè è utilizzata nella lisciatura delle pietre coti. E' ottimo materiale da costruzione

Stand n.28 Cava di Fontanella
Pietra da costruzione

Cava di Pratolongo
Con la pietra di pratologno sono fatte le 20 colonne del chiostro dell'abbazia di Pontida

Le opere eseguite con la pietra di Mapello

Non sappiamo se le opere sotto indicate esistono ancora ed in quali condizioni si trovino.
Risultano però tutte documentate:

La Descrizione delle vie di Mariano " del 30.12.1882, così riporta:

- II° Strada che mette alla Provinciale Bergamo-Milano della lunghezza di Metri 1.270
d) Quasi al suo principio lato destro a difesa del fosso profondo, sono collocati in opera N.10 paracarri di forma cilindrica con calotta emisferica e di granito dell’altezza di metri 0,90 fuori terra e con il diametro di Metri 0,25. Ai due estremi trovansi pure in opera due altri paracarri di pietra di Mapello di forma piramidale grossi alla base Metri 0,35 ed alla sommità Metri 0,17, alti Metri 0,75 fuori terra, ed altre N.11 colonnette di forma cilindrica delle cave di Mapello alte Metr.i 0,80 del diametro di Metri 0,21.

- XII Stradella e marciapiedi conducenti al Cimitero
Al principio del primo tronco ed in contatto con la strda da Osio superiore posti a difesa due paracarri cilindrici della cava di Mapello a calotta emisferica in sommità alti fuori terra metri 0,85 e del diametro di metri 0,30

- XIV Pozzo comunale
L’apertura del pozzo è chiusa da due ante snodate, con serratura, chiave e relativo serramento in opera sopra telaio di pietra della cava di Mapello. I muri ed i pilastri si rilevano stabiliti ed a bianco.

- XV Pubblico lavatorio ed abbeveratoio
Il lavatoio è formato di N.° 7 lastroni di pietra della cava di Mapello, lunghi complessivamente Metr.i 7,80, larghi Metr.i 0,80 sostenuti da muro in calce alto metri 0,15 fuori terra. Le dette lastre di pietra sono della grossezza di metri 0,20.

Abbazia di Fontanella
sasbach Alla ricca articolazione interna fa riscontro una maggiore austerità esterna.
All’interno essa si traduce, come abbiamo visto, in una sapiente alternanza di pieni e di vuoti e in un calibrato gusto cromatico giocato valendosi di due materiali diversi: il grigio ferro e il giallo chiaro di due diverse vene di arenaria locale, nota col nome di pietra di Mapello. La prima predomina nella navata verso il lato ovest sottolineandone la severità, mentre la seconda con la sua tinta calda anima soprattutto il complesso delle tre absidi e del presbiterio.

Chiesa di Gromlongo
Orientata secondo le schema tradizionale con l’altare posto ad est, presenta la sua facciata sul lato ovest preceduta da ampio sagrato delimitato da muretti. La facciata è tutta rivestita in pietra arenaria di Mapello e presenta una ricca architettura in stile seicentesco. ......
Internamente la chiesa si presenta ad una sola navata con lesene e relative basi, cornici e cornicione tutto in pietra di Mapello finemente lavorata; .....



Chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù a Bonate Sotto
Chiesa progettata dall'architetto Virginio Muzio; alla sua morte (avvenuta nel 1904), il progetto iniziale venne ripreso e modificato dall’ingegner Elia Fornoni. Nel 1908 veniva posta la prima pietra. Le pietre usate per la costruzione furono prelevate dalle cave di Mapello. L’edificio fu ultimato e aperto al culto nel 1916, ma venne consacrato nel 1927 e dedicata al Sacro Cuore di Gesù.

Chiesa di San Martino a Calolziocorte
La storia
Oggi, la chiesa, situata in Via IV Novembre, domina il paese in posizione sopraelevata e ci appare nella sua eleganza già dall'atrio che la precede interamente in pietra viva di Mapello ad eccezione delle 4 lesene in muratura.
L 'arte nella chiesa
In questa Chiesa si accede attraverso il grande proano a quattro colonne con capitelli corinzi sormontato dalle tre statue di San Martino patrono, San Giovanni Evangelista e San Giovanni Battista, realizzato in pietra di Mapello.

Alcuni rifiniture nel cimitero monumentale di Milano

Palazzo Crespi a Crespi d'Adda

Casaforte Prezzati del 1300 a Bonate Sopra

Il distrutto ponte di Trezzo d'Adda

Palazzo Donadoni a Pedrengo

Le maestranze di Mapello
Secolo XVI

Ponte San Pietro- Oratorio S. Nereo (-distrutto nel secolo scorso-) anno 1633
Vi ha lavorato mastro Andrea Meris taia preda da Mapello

Cessato il flagello, si registra un grande risveglio nelle attività temporali della parrocchia..... Vi lavorarono Andrea e Stefano Meris entrambi di Mapello
Antonio Fantoni taia preda di (?)
Nella primavera del 1634 mastro Stefano da Mapello taia preda, sta lavorando a far le cantonate per la sacrestia nuova.

Secolo XVIII

Nel frattempo si provvedeva anche alla manutenzione del sagrato perchè nel 1776 vi lavorò il tagliapietra Giovanni Maggi di Mapello

Nel 1745 a Giacomo Pinchetti picapietra di Mapello per sua portione delli n.6 Capitelli di pietra

Dal 1746 al 1748 lavorano al sagrato e alla "ballaustra" i tagliapietra Giuseppe e Carlo Mauri ( scritto anche: Maver - Mauer - Mauro di Mapello

Altri tagliapietra che prestarono la loro opera per la fabbrica furono i fratelli Paggi, pure di Mapello

Secolo XIX

Prevosto Locatelli - L'ultima opera che vide compiuta il suo lungo e travagliato ministero fu la "Gradinata Principale verso Monte" della chiesa parrocchiale, eseguita dai tagliapietra di Mapello Alessandro Taramelli, Giuseppe Invernici e Pasquale Caminada

Secolo XX

Angelo Salvi